
Riciclo un materiale dannoso per l’ambiente per ricreare scenari naturali e familiari, dando corpo a una metamorfosi che definisco Morfogenesi Alchemica.
Attraverso le mie creazioni, trasmuto il rifiuto in un’esperienza multisensoriale totale, superando il confine dello sguardo: le opere si offrono al tatto per svelare
i propri rilievi, all’olfatto attraverso l’uso di oli essenziali, e all’udito tramite la tensione elastica intrinseca alla materia stessa.
A differenza dell’estetica della combustione di Alberto Burri, che negli anni ’60 bruciava la plastica per finalità puramente estetiche, io scelgo di scioglierla e modellarla manualmente.
Questa tecnica personale nasce come risposta viscerale alla crisi ambientale odierna: utilizzo il calore per dominare il simbolo del consumo di massa, elevandolo a una bellezza insolita, vibrante e necessaria.
In linea con il Meta-Futurismo, costruisco un ponte tra la concretezza della materia e l’astrazione dello spirito.
Ogni mio gesto è un atto di resistenza: trasformo il rifiuto in testimonianza e l’abbandono in meraviglia, invitando l’osservatore a una riflessione profonda sulla salvaguardia del pianeta.



