SORGENTI PLASTICHE

“Sorgenti Plastiche” rappresenta il nucleo della mia indagine sulla “bellezza innaturale”.
In questo corpo di opere i polimeri recuperati si spogliano della loro fredda connotazione industriale per trasmutarsi in materia organica. Il progetto esplora il dualismo tra la sacralità dell’acqua e la sua profanazione invisibile, dando vita a flussi, concrezioni, paesaggi di luce e abissi che sembrano pulsare di vita propria.
E’un invito a guardare oltre lo scarto, scoprendo una nuova estetica, che pur nascendo dall’artificiale, parla il linguaggio della terra e delle sue risorse minacciate.
 
Il percorso nasce da un’intuizione avuta su una spiaggia sarda: il ritrovamento di microplastiche tra i granelli di sabbia ha nutrito la consapevolezza cdi un ciclo vitale devastato che “questa plastica ce la beviamo”. 
 
Una riflessione convalidata in Salento dove il fascino per la luce locale mediterranea si è contrastato con i rifiuti riportati dal mare nelle riserve naturali del WWF. Da questo contrasto è scaturita l’urgenza di modellare il rifiuto, trasformandolo in una morfologia psicosensoriale che emula il movimento organico dell’acqua.                                                                                                                                                       
 
Il mio obiettivo è scuotere la percezione dello spettatore invitandolo a osservare il mare non più come sfondo, ma come un corpo fragile che stiamo involontariamente ingerendo. La mia opera diventa testimonianza di resilienza e rigore etico: un atto creativo che si fa necessario gesto di resistenza. Redimere lo scarto attraverso l’arte significa, sottrarlo all’oblio per consegnarlo alla memoria collettiva come simbolo universale di salvaguardia ambientale.”

“FLUIDITÁ”

Un flusso incessante di sfumature marine che celebra la libertà del divenire e la forza di adattamento dell’elemento liquido.

Plastica fusa stratificata su legno – 50 x 136 – 2018


“LA SACRALITÁ DELL’ACQUA”

Una singola goccia bianca attraversa l’abisso, descrivendo l’essenza pura e sacra dell’elemento vitale. Qui la plastica si trasforma in una traccia luminosa, un simbolo di speranza e rigenerazione che fende la profondità del blu.

Plastica fusa stratificata su legno – 90 x 90 – 2022


“MOSSO”

L’energia instabile delle correnti e della schiuma, un intreccio che imita la forza del mare, svelandone al contempo la fragile contaminazione.

Plastica fusa stratificata su legno – 60 x 123 – 2019


“SALENTO”

L’abbraccio infinito tra l’azzurro del cielo e la spuma candida delle onde, catturati in un intreccio di luce e movimento.

Plastica fusa stratificata su legno – 60 x 60 – 2021


“PROFONDITÁ”

Paesaggio polimero che esplora il confine tra l’astrazione dello spirito e la densità della materia, svelando la bellezza celata nel cuore del recupero.

Plastica fusa stratificata su legno – 40 x 130 – 2017


“BLU”

Immersione silenziosa, il confine svanisce, lasciando che il cuore si perda nell’infinito respiro del blu

Plastica fusa stratificata su legno – 42 x 150 – 2018


“ABISSI”

Blu profondi e densi, esplorano l’oscurità del mare ignoto. Un silenzio materico dove la purezza dell’acqua si fonde con la memoria degli scarti immersi.

Plastica fusa stratificata su legno – 40 x 140 – 2019